Le aziende del mercato italiano

Panoramica delle imprese produttive italiane e analisi delle loro prestazioni economiche sul territorio

Provenienza fonti dati:

Differenti basi dati dell’Unione delle Camera di Commercio Italiane + indagine online su utenti Twitter

Aggiornamento Semestrale
Realizzato da Emilio Mango
Periodo di analisi 1/2013 – 12/2014

OVERVIEW DI MERCATO

classi industriali (per fatturato)

Aziende attive sul mercato italiano

il mercato suddiviso per classi di fatturato

Nel 2014 le aziende attive in Italia ammontano a 1 milione e 230 mila. Dall’analisi della classe dimensionale, definita in funzione del fatturato complessivo realizzato nel corso dell’anno solare preso in esame, è possibile suddividere le organizzazioni italiane in 6 differenti gruppi.

Le regioni con la più alta reddittività sono Lombardia e Lazio dove le aziende producono un fatturato medio che supera i 330 milioni di euro. Veneto ed Emilia Romagna sono le altre due regioni dove le aziende registrano i fatturati più elevati (in media tra i 210 ed i 330 milioni di euro).

Le regioni con il più basso tasso di redditività sono la Sardegna, la Calabria, la Basilicata, le Marche, l’Umbria e la Valle d’Aosta ma per ragioni differenti l’una dall’altra; in generale, si tratta di regioni con una più bassa densità di industrie che vivono di attività commerciali o di servizi (come il turismo). Nelle Marche è invece in atto un percorso di smantellamento di alcune realtà produttive (come i poli dell’elettronica e del settore degli elettrodomestici) che, in passato, avevano portato la regioni a posizioni più “nobili” per capacità produttiva e redditiva.

IL MERCATO IN 3 INDICATORI

Performances

Seppur con una leggera inflessione nei ricavi totali rispetto all’anno precedente, a guidare la reddittività dell’Italia sono le imprese di Lombardia e Lazio (da sole generano un fatturato annuo complessivo che supera i 2 miliardi di euro).

Interessante notare in questo grafico la “somiglianza” tra regioni per ricavi generati (esempio: Lombardia-Lazio; Emilia Romagna-Veneto; Campania-Toscana). Rilevante la forbice tra numero di aziende e lavoratori dipendenti in regioni come Sicilia, Puglia, Marche, Liguria e Friuli Venezia Giulia, sintomo di una massiva presenza di realtà aziendali di medio-piccole dimensioni che impiegano poco personale.

Annual Top 15

Dall’analisi dettagliata dei 6 cluster di aziende e dalla loro redditività emerge la fotografia dei principali segmenti verticali di mercato. A fare da traino è il settore manifatturiero che, oltre a generare un fatturato complessivo annuo (a livello nazionale) di oltre 1000 miliardi, registra il più alto margine di utili ante-tasse (ebitda). Seguono l’area commerciale, il segmento delle utility (energia e gas in particolare) e il mercato della logistica.

Meritano una nota di interesse il comparto Ict e quello Real Estate che, nonostante fatturino complessivamente meno di altri settori, riescono ad avere marginalità superiori (in termini percentuali).

Productivity

Pur non avendo rilevato da un anno all’altro (analisi tra 2013 e 2014) particolari variazioni nella capacità produttiva delle aziende italiane, comparando i dati annuali di ricavi, numero dei dipendenti e rendimento delle imprese è possibile notare alcune differenze che potrebbero risultare particolarmente utili nelle previsioni nazionali di lungo periodo. La Campania, per esempio, mostra una crescita interessante del numero di aziende presenti sul territorio mentre Sicilia e Calabria risultano essere le regioni più sofferenti.

Fotografia della redditività territoriale

Analisi di dettaglio del fatturato delle aziende che operano sul territorio nazionale, suddivisa per singola regione

Indagine via Twitter: reputazione dei settori industriali

Partendo dai dati emersi dall’analisi annuale della reddittività delle imprese, abbiamo suddiviso le aziende produttive italiane in 24 differenti categorie e condotto un’indagine online – sugli utenti che utilizzano Twitter – per verificare la percezione del loro livello di capacità competitiva e di reputazione rispetto al mercato internazionale. La ricerca ha permesso di suddividere le aziende in 4 differenti tipologie a seconda della loro capacità di leadership e presenza/reputazione sul mercato (succubi, follower, partecipanti, influencer). La percentuale più elevata di aziende italiane “influencer”, che ricoprono cioè una posizione di leader di mercato rispetto alla concorrenza internazionale, si registra nel segmento manifatturiero dedicato alla produzione di macchinari; comparto che per altro, registra le più elevate performance in termini di reddittività. L’opinione pubblica giudica, al contrario, “succube” il mondo dell’education anche se, da un punto di vista di produttività nazionale, è un settore in “buona salute”, segnale che forse andrebbero migliorate le attività di comunicazione di questo comparto.

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Succubus

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Influencers

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Positive sentiment